Prendi il largo
“Prendi il largo” (Lc 5,4) è stato l’invito inaspettato di Gesù a Pietro, perché con la sua barca “prendesse il largo” e gettasse ancora le reti, dopo una battuta notturna di pesca deludente.
Riflettendo sulla storia della mia vocazione, mi rendo conto che questo invito l’ho sentito più volte rivolto a me dallo stesso Signore e Maestro, Gesù di Nazareth. La prima volta quando mi ha chiesto di sciogliere gli ormeggi che mi legavano alla mia famiglia, ovvero quando, a 11 anni, sono partito dal mio paese natale per entrare in un istituto religioso (vivendo e studiando prima a Verona e poi a Roma). Mi esortava a non restare sulla riva, ma a spingermi coraggiosamente verso il largo, intraprendendo una meravigliosa e affascinante avventura: la vocazione sacerdotale. Successivamente, questa chiamata si è fatta sentire con forza in uno dei momenti più difficili della mia vita. Dopo quattordici anni vissuti all’interno dell’istituto religioso, la mia vocazione sembrava entrare in crisi. Una crisi che preferisco definire non di “vocazione”, bensì di “locazione”: sentivo che quel luogo non era più adatto a far crescere la vocazione che portavo dentro. Mi sentivo un po’ come Pietro, che dopo aver pescato tutta la notte si trovava con le reti vuote.

Ma è proprio a questo punto che c’è stata l’irruzione dentro la mia vita di una presenza che misteriosamente, ma realmente mi ha donato la capacità di riprendere in mano la mia vita, di riprendere in mano la mia vocazione. È stata la presenza di Cristo sulla barca della mia esistenza! Da lui ho ricevuto la forza, come Pietro che pur non capiva, per rispondere: “…sulla tua parola getterò le reti”. Mi sono fidato della sua parola, sono entrato nel seminario vescovile della diocesi di Padova e ho così trovato un risultato inaspettato e una meravigliosa fecondità: la mia vocazione è rinata! Domenica 5 giugno 2025 nella Basilica Cattedrale di Padova sono stato ordinato prete e quindi sto sciogliendo ancora una volta gli ormeggi, in questo caso uscire dal seminario per “prendere il mare aperto della storia e gettare le reti per conquistare gli uomini al vangelo, a Dio, a Cristo, alla vera vita” (Benedetto XVI), spiegare le vele e lasciare che sia lo Spirito santo con il suo soffio a condurmi dove mi vuole la volontà di Dio. Ammetto che nell’affrontare questo lungo viaggio talvolta mi sento fragile e inadeguato, ma sono sereno perché ho sperimentato che nella mia vita, sulla mia povera barca, è venuta a dimorare una Potenza che mi rende capace di tutto, “Tutto è possibile a chi crede” (Mc 9,23). Ringrazio il Signore per i suoi doni e per la fedeltà della sua Parola, ringrazio in modo particolare la mia famiglia, la comunità del seminario, la diocesi di Padova, la comunità parrocchiale di origine e tutte le persone che ho incontrato nella mia navigazione!

